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Storia Forex
Il mercato fx è un mercato monetario
interbancario o tra altre controparti, creato nel 1971 quando
cominciarono ad apparire tassi di cambio fluttuanti. Il foreign exchange
market è enorme se comparato ad altri mercati. Ad esempio, il volume
medio giornaliero di scambi che riguardano i buoni del Tesoro USA è di
300 miliardi di dollari e il mercato azionario USA ha un volume medio
giornaliero di meno di 10 miliardi di dollari. Dieci anni fa il Wall
Street Journal ha stimato che il volume giornaliero degli scambi che
avvengono sul forex ecceda i 1.000 miliardi di dollari. Oggi questa
cifra è cresciuta fino ad eccedere i 1.800 miliardi di dollari al giorno.
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Prima del 1971 un accordo internazionale denominato Bretton Woods
Agreement impediva la speculazione sui mercati valutari. Gli accordi di
Bretton Woods erano stati conclusi nel 1944 con il fine di stabilizzare
le valute internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le nazioni.
Questi accordi fissarono un tasso di cambio tra tutte le valute ed il
dollaro e fissarono il tasso di cambio tra il dollaro e l'oro (35
dollari per oncia). Prima di tale accordo il gold exchange standard era
in uso fino dal 1876. Il gold standard prevedeva l'uso dell'oro come
base di ciascuna valuta e in questo modo impediva a re e governanti di
svalutare arbitrariamente il denaro e di innescare l'inflazione.
Il gold exchange standard presentava, comunque, dei problemi. Al
crescere, un'economia avrebbe importato beni dall'estero fino
all'esaurimento delle riserve auree. Il risultato di ciò era una
restrizione dell'offerta di moneta nel paese che causava un innalzamento
dei tassi di interesse comportante un rallentamento dell'attività
economica che avrebbe potuto portare anche alla recessione.
Infine la recessione avrebbe causato una caduta dei prezzi dei beni così
in basso che essi sarebbero apparsi convenienti ad altri paesi. Ciò a
sua volta portava ad un flusso inverso di oro in entrata nell'economia e
il risultante aumento nell'offerta di moneta causava una caduta del
tasso d'interesse ed un rafforzamento dell'economia. Tali pattern di
boom-recessione erano frequenti nel mondo durante gli anni del gold
exchange standard e fino allo scoppio della Prima guerra mondiale che
interruppe il libero flusso degli scambi e di conseguenza i movimenti
dell'oro. |
Dopo la guerra fu adottato il Bretton Woods Agreement, col quale le
nazioni partecipanti accettavano di mantenere il valore delle loro
valute all'interno di uno stretto margine di cambio con il dollaro. Un
tasso era anche fissato per stabilire il rapporto del dollaro rispetto
all'oro. Alle nazioni era proibito di svalutare la propria valuta oltre
il 10% per migliorare la propria posizione commerciale. In seguito della
Seconda guerra mondiale il commercio internazionale si espanse
rapidamente per via delle esigenze di ricostruzione post-bellica e ciò
comportava massicci movimenti di capitali. Ciò destabilizzava i tassi di
cambio che erano stati fissati per mezzo degli accordi di Bretton Woods.
Tali accordi furono infine abbandonati nel 1971, e in seguito a ciò il
dollaro non fu più convertibile in oro. A partire dal 1973, le valute
delle nazioni maggiormente industrializzate divennero più liberamente
fluttuanti, essendo spinte principalmente dalle forze dell'offerta e
della domanda. I prezzi erano formati da volumi, velocità e volatilità
crescenti durante gli anni settanta. Ciò portò alla nascita di nuovi
strumenti finanziari, alla deregolamentazione del mercato e al libero
scambio. Comportò inoltre un aumento del potere degli speculatori.
Negli anni ottanta i movimenti internazionali di capitali ebbero
un'accelerazione per l'avvento dei computer ed il mercato divenne
continuo, con scambi che si svolgevano tra i continenti asiatico,
europeo ed americano, ed i relativi fusi orari. Le grosse istituzioni
bancarie crearono sale operative in cui centinaia di milioni di dollari,
sterline, euro e yen venivano scambiati nel giro di pochi minuti. Gli
odierni broker operano quotidianamente nel forex, avvalendosi di
strumenti elettronici, ad esempio a Londra, dove singoli scambi per
decine di milioni di dollari vengono conclusi in pochi secondi. Il
mercato è cambiato significativamente essendo la maggior parte delle
transazioni finanziarie finalizzate non all'acquisto o alla vendita di
beni ma al fine di speculare sul mercato essendo l'intento della gran
parte degli operatori di fare soldi con i soldi.
Londra si è affermata come il principale centro finanziario globale ed è
il più grosso mercato forex del mondo. Tale affermazione non è dovuta
solo al suo posizionamento, che le consente di operare durante
l'apertura dei mercati asiatici ed americano, ma anche alla creazione
del mercato dell'Eurodollaro. Il mercato dell'Eurodollaro si venne a
creare durante gli anni 50 quando i proventi che l'Urss derivava dalla
vendita del petrolio, tutti denominati in dollari, venivano depositati
al di fuori degli USA per il timore che venissero bloccati dalle
autorità statunitense. Questa pratica fece sì che un grosso quantitativo
di dollari statunitensi si trovasse al di fuori del controllo degli
Stati Uniti. Queste vaste riserve di liquidità erano molto attraenti per
gli investitori di tutto il mondo in quanto erano soggette ad una
regolazione molto meno penetrante e offrivano una redditività più
elevata.
Al giorno d'oggi Londra continua a crescere in quanto un numero
crescente di banche americane ed europee stabiliscono i loro quartieri
generali regionali nella city. I volumi scambiati su questi mercati sono
enormi e le banche più piccole, gli hedgers commerciali e i piccoli
investitori hanno raramente accesso diretto a questo mercato liquido e
competitivo, sia perché non soddisfano i requisiti di credito necessari
sia perché le dimensioni delle loro transazioni sono troppo limitate. Ad
ogni modo oggi i market maker possono scomporre le loro grosse unità
inter-bank ed offrire ai piccoli operatori l'opportunità di comprare e
vendere un numero qualsiasi di tali unità più piccole (lots).
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